Set 29, 2013 - sfoghi    No Comments

Umiliazioni

Non esiste ragione al mondo, NESSUNA, che giustifichi lo schifo.
Per quanto setacci tra i ricordi, non riesco a trovare nulla per questo:

Sei fortunata che non ti abbia davanti, sennò…“, con lo scrocchiare delle nocche ad accompagnare tutto.

Perché mi stai facendo questo?” – chiedo, con la voce che va a morire in gola.

Silenzio.

Avrei dovuto capirlo che eri un uomo da poco.
Anzi, no. Scusa.
Avrei dovuto capirlo che eri poco e basta. 

Ago 16, 2013 - Senza categoria    No Comments

Just an illusion

Ci ho provato. Giuro che l’ho fatto.
Ti ho guardato dritto in faccia e ti ho detto che non avevamo più senso.
Mai mi sarei immaginata che mi avresti risposto con un sorriso e detto che per te era la stessa cosa.
Ma, più che altro, non credevo che mi avresti più toccata. Che mi avresti abbracciata e baciata. E che avresti fatto l’amore con me, abbracciandomi stretta.
E non mi hai lasciato un centimetro libero per potermi staccare da te. Mai. Neanche mentre dormivi.

Poi sai che c’è?

Che smetti di avere paura.
E che non ti servo più.
Sparisci.

Silenzio. Solo silenzio.

Mag 28, 2013 - sfoghi    2 Comments

Fuck U

So che è brutto da dire, ma forse sei la cosa peggiore che mi sia mai capitata.
Ero arrivata ad un punto, nella mia pur breve esistenza, in cui avevo fatto i conti con parecchia merda e ne ero uscita vincitrice. Con non pochi sforzi.
E poi un giorno mi ritrovo ad avere a che fare con la larva di me stessa. A guardarla nello specchio. A non riconoscerla.
A fare fatica a trovare, dietro quello sguardo spento, la ragazza allegra e piena di passione che ero qualche anno fa.

Tu mi hai spenta. Hai spento tutto.
Io ero una grande casa con le finestre illuminate giorno e notte.
E tu, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, ti sei intrufolato in ogni stanza e hai imbrattato di nero qualsiasi cosa. Hai riempito di buio qualsiasi cosa.
Soprattutto me.

Sono diventata una donna che ha paura di vivere.
Che si allarma per ogni cosa non rientri nell’ordinario.
Che ha le palpitazioni per qualsiasi stronzata.

Alle volte penso che la rassegnazione abbia il mio volto.
Il volto di chi ha deciso che non vale più la pena di scomporsi per niente, perché la vita è questa e bisogna prenderla con diplomazia.
Perché tutto ciò che non è perfetto, non è accettabile.
Uscire di casa senza trucco, né profumo firmato.
Dire parolacce, se si ha la sventura di avere una vagina.
Svolgere lavori che ti spaccano la schiena e ti imperlano la fronte di sudore.
Insomma… un po’ di contegno.

Sono diventata una donna che ha paura di vivere.
Eppure, in tutto questo tremare, sono sicura riuscirò a trovare una candela di speranza, un briciolo di quel che ero, per dirti chiaro e tondo, e per sbatterti in faccia il mio più sincero e sonoro: vaffanculo! 

Mag 9, 2013 - Senza categoria    No Comments

Ex voto

Accade
che le affinità d’anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. È raro

ma accade. 

Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l’oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio. Tanto e altro
può darsi o dirsi.

Comprendo
la tua caparbia volontà di essere sempre assente
perché solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.

Insisto
nel ricercarti nel fuscello
e mai nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.

Era o non era
la volontà dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors’era così come mi pareva
o non era.

Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l’innocenza è una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.

Eugenio Montale 

Mag 9, 2013 - sfoghi    No Comments

Hidden

Agli amici ho smesso di parlare di te.
Ero stufa di star lì a sezionare i miei sentimenti per cercare di trovarvi un briciolo di razionalità o un qualche cazzo di senso al mio volerti bene.
Cosa c’è da capire?
Quando ero con te, non facevo che ridere.
Non avevo bisogno di spiegare niente.
Soprattutto non riuscivo a nascondermi.
Leggevi ogni più piccola piega della mia anima e, per una come me che non parla tanto, era tutto.

Tanto ormai non ci sei.
Non ci sei più.
Per me.

Ma lo vorrei.
Ti rivorrei per me. A ridere con me.
Come quella sera che tornasti dalla pizzeria e mi trovasti con la tutona e le pantofole.
Ma che ti sei messa???
E scoppiammo a ridere della mia goffagine.

Dio, quanto mi manchi!
 

Mag 4, 2013 - sfoghi    2 Comments

Coerenza

Vorrei essere tanto plasmabile da accostarmi degnamente alle aspettative delle persone che amo.
Ma tradire me stessa…

No. Non ci riesco.
Non ne vale proprio la pena.

Mag 2, 2013 - sfoghi    No Comments

Just give me a reason

Mettersi nei panni di un’altra persona è la cosa più difficile che esista.
A meno che non ci si sia trovati nella stessa situazione, comprendere le scelte di un altro rappresenta un vero e proprio rebus.

Tante volte mi sono ritrovata a dover spiegare, a chi mi vuole bene, i motivi per cui fai ancora parte della mia vita.
Non ti vuole. Non ti merita. E’ uno stronzo.
Ma io ho sempre chiesto e, quasi sempre, preteso la verità e tu su questo non hai barato.
Mi hai sempre detto che non ci sarebbe stata storia al mondo a farti cambiare idea e così è stato.
Sei stato sincero e di questo te ne sono enormemente grata.

All’inizio non l’ho capito e ti ho allontanato da me e dalla mia vita; ma oggi so che sei e, credo, resterai per sempre il mio migliore amico.

Perché ci siamo spartiti tutto, compresa la vita.
Compresa l’anima. 

Apr 30, 2013 - sfoghi    No Comments

Fan#1

La verità è che non ho mai avuto una possibilità con te, soprattutto di scelta!
Eri sempre tu quello che dettava le regole della nostra conoscenza. Tu che stabilivi a priori cosa fosse giusto o meno per me e come dovesse andare a finire.
Non mi sta bene.
A pensarci adesso, mi fa ancora incazzare!

Non ho mai tollerato le persone che si ergono a Dio sceso in terra e che hanno la pretesa di decidere anche per gli altri.
Per quanti sforzi voglia ancora fare, non posso nobilitare quello che è successo.
Tu mi hai usata.
Non me, non il mio corpo. Tu hai usato la mia persona per capire cosa provavi per un’altra.
E non ti sei degnato di dirmelo.

Sarebbe buffo, se non lo trovassi così patetico.

Impara e porta a casa: quando un uomo ti dice di non innamorarti di lui, dagli retta!

Apr 28, 2013 - sfoghi    2 Comments

Ritorni

L’allarme sul cell è suonato tanto presto.
Avevo puntato la sveglia all’alba per poter andare via prima possibile.

Mi sono tirata giù dal letto e, con la morte nel cuore, mi sono accorta che il lato sinistro era rimasto intatto così come lo avevo lasciato poche ore prima.
Ho infilato una manica e poi l’altra del maglione blu a coste.
Era marzo e c’era ancora il gelo, fuori. Anche dentro.
Una scarpa.
Poi l’altra.
Le mie gambe erano colonne di cemento che trascinavo a fatica, cercando di essere quanto più furtiva e silenziosa possibile.

Ho aperto la porta che dava sul salotto e l’ho trovato ranicchiato sul divano.
Speravo di averlo svegliato col mio ingresso, invece mi sono ritrovata a fissare il suo volto per alcuni istanti, prima di decidermi a dirgli che stavo andando via.

Stavo lasciando il mio cuore in quella casa e ci avrei messo molti anni a rendermene conto…

Il vento sembrava potesse buttare a terra anche me, quella mattina.
Non per i crampi della fame.
Non per la stanchezza delle tre sole ore di sonno di quella notte.
Ma perché di fronte alla cattiveria di quell’uomo che consideravo un amico, era rimasto solo un guscio vuoto ad accogliere le sue ipocrite scuse dette a voce bassa e senza guardarmi negli occhi.

Ho fissato a lungo il suo profilo allontanarsi da me. La testa incassata nelle spalle, a proteggersi dal freddo.
Ho recuperato la musicassetta che avevo dimenticato, distrattamente, sul tetto dell’auto e, montando in auto, ho iniziato una folle corsa verso casa.